Mi permetto di modificare un testo del maestro Franco Battiato per iniziare questa breve chiacchierata:
"La stagione del fumetto viene e va,
i personaggi non invecchiano quasi mai con l'età.
Se penso a come ho speso male i miei soldi
per miniserie che non torneranno, non torneranno più."
Torno su queste colonne dopo un anno esatto di silenzio e sono costretto a farlo utilizzando "toni polemici e accesi".
Pochi mesi fa, improvvisamente, la Star Comics annunciava la chiusura di "Trigger" una miniserie curata da Ade Capone che, nelle intenzioni della casa con la stella, avrebbe dovuto durare 6 numeri.
Insuccesso di vendite, la secca giustificazione dell'editore, commentati duramente da Ade Capone nel suo forum di discussione.
Sconcerto dei lettori che si sono ritrovati con una "miniserie" tronca... e mancavano solo due albi alla chiusura.
Mentre discutiamo in Mailing List della chiusura di Trigger, arriva un comunicato da Eura Editoriale che per decisione della nuova dirigenza, decide di sospendere la pubblicazione mensile di "John Doe" che senza tema di smentita, ritengo essere stato la vera novità editoriale degli ultimi anni.
John Doe ha chiuso i battenti con il n. 77 con alcuni mesi di anticipo sulla sua naturale conclusione.
A nulla valgono le lamentele di centinaia di lettori...
Ancora non si è spenta l'eco della delusione che Star Comics colpisce ancora:
Nemrod chiude i battenti con 4 numeri di anticipo sulla naturale conclusione.
Chiude, anzi no, non chiude prosegue ma con albi speciali (che speciali non sono visto che sono la naturale conclusione della miniserie) che avranno una periodicità all'incirca (parole dell'editore) trimestrale.
Mi chiedo: ma non bastava cambiare periodicità alla testata mensile? Che senso ha ricominciare da un n. 1 e chiamare la testata "Nemrod speciale"?
Lo ammetto certe scelte editoriali non le capisco proprio...
Certo io non conosco le meccaniche editoriali, non sono a conoscenza di quali possano essere le migliori scelte di marketing, ma credo fermemente in una cosa: che ci debba essere il rispetto del lettore.
Troncare una miniserie è scorretto, palesemente scorretto.
Un lettore sostiene una miniserie, acquista, legge e conta di vedere come le avventure del personaggio evolveranno e si concluderanno... Ultimamente però la moda è cambiata: il lettore paga e si trova con serie tronche del finale.
Certo, un editore deve far quadrare i conti, ma quando si progetta un "miniserie" non lo si fa a ragion veduta prevedendo anche l'eventuale insuccesso? Se si progettano 6 avventure di un personaggio, sei uscite si devono garantire o ne va della serietà della casa editrice.
Insomma viene meno il "rapporto fiduciario" che si instaura tra lettore e editore.
I lettori, mi permetto di ricordarlo a certi editori, sono una cosa seria!