Nel mare delle pubblicazioni italiane lentamente si sta facendo sempre più sentire la presenza di un piccolo editore che ha il grande pregio di offrire lavoro a tanti giovani autori italiani. L'editore in questione si chiama
Salvatore Taormina e tra l'incredulità di molti la sua storia editoriale si sta facendo consistente e l'elenco delle sue pubblicazioni cospicuo.
L'inizio non era stato dei migliori. Albi spillati di poche pagine in bianco e nero proposti ad un prezzo esorbitante e fuori da ogni logica. Poi evidentemente l'esperienza insegna, e ancor di più gli errori commessi, e gli albi di
Cronaca di Topolinia iniziano a cambiare e ad assumere un aspetto più accattivante e commerciale.
L'ultima evoluzione ha portato ad avere degli albi di 48 pagine, di grande formato, a colori. Un formato alla francese, ma senza la cartonatura, spesso e volentieri un orpello costoso e inutile, proposto a 12/15 euro, un prezzo competitivo, accettabile per il mercato italiano, soprattutto tenendo conto che non si tratta di volumi tradotti ma totalmente autoprodotti.
Cambia così anche l'aspetto interiore, con storie di più ampio respiro e, grazie al formato, con un aspetto grafico molto più curato e accattivante.
Uno degli ultimi volumi proposti da Taormina, manifesto perfetto della sua attuale produzione, è il secondo Speciale dedicato a uno delle sue prime miniserie,
La Saga di Ho-Lan. La miniserie creata da
Azzurra Tacente era un classico fantasy tolkeniano portata a termine nell'arco dei previsti 12 albi. Ma evidentemente lo scenario creato per questa storia non voleva essere abbandonato e nuove storie sono state pensate per sfruttarlo ulteriormente.
E per farlo appieno Tacente e
Antonio Recupero creano un nuovo personaggio, il Cacciatore del titolo, lasciando solo dei labili legami con la serie precedente in modo da non intralciare la lettura del lettore occasionale. Una storia classica di formazione con l'eroe che deve affrontare la sua maledizione tra complotti di corte e demoni alati, ma piacevole e raccontata con un buon ritmo, anche se forse con uno stile un po' troppo tradizionale rispetto alle attuali produzioni indipendenti italiane.
Ai disegni
Giuseppe De Luca, un autore artisticamente già maturo e che si è visto all'opera anche su L'insonne, se la cava egregiamente aiutato dal formato che gli permette di dare sfogo alla sua abilità nelle scene di battaglia all'aria aperta. Il suo tratto molto muscolare a americano si adatta molto bene a queste atmosfere e rende al massimo soprattutto nella creazione del demone, un personaggio dal design particolarmente riuscito.
Ad aiutarlo anche la colorazione di
Ketty Formaggio che valorizza i disegni senza coprirli eccessivamente come purtroppo succede in tante produzioni americane. Quello del colorista è un mestiere ancora giovane in Italia, ma mostra già dei risultati pregevoli.
Un volume quindi che, pur non essendo memorabile, merita la possibilità di essere visto e scoperto. Cosa che purtroppo la carente distribuzione degli albi prodotti di da Taormina, reperibili praticamente solo alle mostre mercato, non aiuta a fare.