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Oltre Bonelli

luglio 2005

Neil Gaiman a Bologna

di Alessandro Vicenzi

gaiman

Quando Neil Gaiman, vestito di nero dalla testa ai piedi come al solito, fa il suo ingresso nell'oratorio di San Giovanni dei Fiorentini, in uno dei più caldi pomeriggi bolognesi che si siano mai registrati, per un attimo ci si aspetta che i personaggi degli affreschi che decorano la sala si animino e inizino a raccontare meravigliose storie barocche e oscure.
Purtroppo non succede, ma nel corso dell'incontro i fortunati spettatori hanno avuto l'opportunità di assistere a meraviglie del tutto simili a quella appena ipotizzata.

Gaiman è infatti a Bologna ospite del festival di cinema e letteratura "La parola e lo schermo", e nello specifico la sua presenza è legata al film "Mirrormask", scritto con Dave McKean e diretto da quest'ultimo. Il film ha una storia piuttosto travagliata: Gaiman è stato infatti contattato un paio di anni fa da Lisa Henson, figlia del grande Jim Henson, che gli chiedeva se fosse interessato a scrivere un film fantasy per famiglie (sulla scia di "Labyrinth", per intenderci), da fare poi dirigere a McKean. Il problema, dice la produttrice, è che il budget è di soli 4 milioni di dollari (il suddetto "Labyrinth" costò dieci volte tanto, e negli anni Ottanta), quindi non sa quanto potrà venire pagato l'autore. Gaiman risponde che, se McKean è della partita, i soldi sono l'ultimo dei problemi. McKean accetta, e così i due si mettono a scrivere una storia che raccolga il meglio degli immaginari di ciascuno, onirica, piena di maschere, creature misteriose e fantastiche, mondi allucinati, eccetera eccetera. Tra l'altro, nel corso delle riprese, la svalutazione del dollaro fa sì che partano a lavorare con due milioni e mezzo di sterline a disposizione, che come per magia alla fine risultano essere solo due milioni. Un quinto del budget è stato mangiato via dalla svalutazione, in pratica. Come si fa a fare un film sfarzoso e sontuoso con pochi soldi, allora? La ricetta è semplice, spiega lo sceneggiatore: due settimane di riprese dal vivo e sei di bluescreen. A questo punto, si chiude McKean in uno studio assieme a 15 animatori, appena usciti dalle scuole di cinema, per un anno e mezzo, mentre man mano che finiscono i soldi gli animatori vengono mandati a casa, fino a che non rimane il solo McKean.
A questo punto, la domanda è: "sì, ma com'è?". Meraviglioso. Gaiman ha portato con sé un trailer e un dvd con alcune scene, e il risultato è un film affascinante dal punto di vista visivo, un "viaggio nella testa di Dave McKean". Immaginate di vedere le copertine di Sandman che iniziano a muoversi, alla maniera di un'animazione "psichedelica" stile Yellow Submarine/Monty Python: un mondo dark attraversato da squarci di luce dorata, felini dal viso umano, maschere, manichini che cantano, figure inquietanti, semplici schizzi bidimensionali che prendono vita... Se gli affreschi della sala avessero iniziato a muoversi, sarebbe stato meno affascinante, probabilmente.

 La storia parla di Helena, una ragazzina che vive in un circo con i suoi genitori, ma che odia quella vita. Un giorno, dopo una feroce lite con lei, la madre si ammala e il circo deve fermarsi. Mentre è ospite di una zia, in un orribile palazzo cadente, sogna di un mondo (che forse è reale) nel quale lei deve risvegliare una regina bianca (identica a sua madre) e respingere le insidie di una regina nera (anch'essa simile alla madre).
"Mirrormask" è già stato presentato al Sundance Film Festival, e pare abbia riscosso un buon successo di pubblico. Durante l'estate verrà proiettato in diversi festival (ma lo stesso Gaiman non ricordava quali), e poi uscirà negli Stati Uniti a fine Settembre. Ancora nessuna notizie sulla sua distribuzione nel resto del mondo.

Sempre restando nell'ambito cinematografico, Gaiman ha anche raccontato le vicissitudini del progetto "Beowulf", il film tratto dall'antico poema britannico che ha co-scritto con Roger Avary (regista di "Killing Zoe" e "Le regole dell'attrazione", nonché co-autore del soggetto di un certo "Pulp Fiction"). Gaiman e Avary si sono conosciuti a metà degli anni Novanta, quando il regista era stato assunto dalla Warner per lavorare a un film su Sandman. Non se fece nulla, ma i due si conobbero e si piacquero, e nacque l'idea di scrivere un copione basato sul Beowulf. In meno di un mese, i due scrivono e vendono il progetto. L'acquirente è la casa di produzione di Robert Zemekis, ma il progetto finisce nel limbo dei film mai girati (anche perché nel frattempo è in lavorazione "Il tredicesimo guerriero", con Banderas, che è già una riscrittura dello stesso poema). Nel 2004, Avary riesce a recuperare i diritti del copione, e si prepara a girare un film da venti milioni di dollari, quando Zemekis interrompe di nuovo tutto: vuole usare lo stesso copione per realizzare un nuovo film con la stessa tecnologia utilizzata per "Polar Express", un misto di animazione 3D e motion capture, ma con un budget di ben cento milioni di dollari. A Gaiman e Avary viene così chiesto di rimettere mano al copione, con la richiesta di non preoccuparsi per quanto riguarda la spettacolarità e l'esagerazione delle scene. "Qualsiasi cosa vi venga in mente, non costerà mai più di un milione di dollari al minuto," pare abbia detto l'autore di "Ritorno al futuro". Visto che "Polar Express", come realizzazione tecnica, sembrava un po' una ciofeca, speriamo bene, anche perché un film epico diretto da un puzzone (in senso buono e simpatico) come Avary sarebbe qualcosa di imperdibile.
 Già che è in tema, per prevenire eventuali domande, Gaiman annuncia che non c'è nulla di nuovo sul fronte di un film di Sandman, ma che in compenso dirigerà una pellicola tratta da "Death: the high cost of life", prodotta dalla New Line. Sembra così avverarsi la profezia di Clive Barker, che disse una volta allo scrittore inglese: "Tu diventerai un regista, prima o poi. Per autodifesa".

E finalmente si parla anche di carta stampata, dopo tanto cinema. Il nuovo romanzo di Gaiman, in uscita l'anno prossimo in Italia si intitola "Anansi Boys" ed è la storia di un ragazzo che scopre che il padre, appena scomparso, era una divinità, ma che ha passato tutti i suoi poteri al fratello maggiore. Il romanzo dovrebbe avere un tono ironico e leggero, sulla scia di "Good Omens", scritto nel 1988 a quattro mani con il papà del Mondo Disco Terry Pratchett ("la gente pensa sempre che in quel libro io scrivessi le parti serie e poi Terry ci mettesse le battute, ma non è così!"), ed è una storia sulle famiglie e su quanto la famiglia possa essere fonte di imbarazzo. Racconta Gaiman: "tutti, da ragazzi, ci vergogniamo delle nostre famiglie, e pensiamo che quelle degli altri siano meglio, siano più normali. Poi a un certo punto uno diventa padre, e scopre che ha guadagnato l'abilità di mettere in imbarazzo i figli. A un certo punto, ho dovuto iniziare a lasciare mia figlia dietro l'angolo della scuola perché si vergognava della mia auto. O ad ascoltare la musica in cuffia quando c'erano i suoi amici, perché si vergognava che sentissero quello che ascolto. E se dicessi che questa figlia è qui in prima fila, beh, si vergognerebbe moltissimo!". Effettivamente, in prima fila c'erano sua moglie e sua figlia (che sembra disegnata da McKean, come mi ha fatto notare un amico).
In lavorazione c'è anche un libro per ragazzi, che dovrebbe chiamarsi "The Graveyard Book" ("Il libro del cimitero"), e trattare di un bambino che perde la famiglia e viene cresciuto in un cimitero, dai morti. Il riferimento a Kipling e al suo "libro della giungla" non è ovviamente causale...

Qualcuno ha detto fumetti? Sul versante Marvel, c'è un progetto in ballo che è ancora top-secret. Tutto quello che si è potuto sapere è che è una ripresa di vecchi personaggi di Jack Kirby, ma per il resto, segretezza assoluta. Per quanto riguarda Sandman, invece, ci sono possibilità di vedere nuove storie del Signore dei Sogni in occasione del ventennale, nel 2008 o nel 2009 (il primo numero uscì a Ottobre del 1988, ma con la data Gennaio 1989, quindi si può scegliere). Ci sono diverse storie che non sono mai state raccontate, ha detto Gaiman, specialmente per quanto riguarda cosa sia accaduto prima degli eventi narrati nella serie. Si profila quindi una sorta di prequel anche per Sandman?
Per il resto, nessuna novità sul fronte fumettistico, almeno immediata. Del resto, lo scrittore britannico sta diventando sempre più un personaggio letterario, piuttosto che legato unicamente al mondo dei fumetti, dal quale ha già avuto molto, e al quale ha sicuramente dato molto, e sembra anche molto affascinato dalle nuove prospettive che gli si stanno aprendo nel mondo cinematografico. In più, come ha spiegato rispondendo a una domanda del pubblico, scrivere copioni cinematografici è più semplice che scrivere sceneggiature per i fumetti, perché nel primo caso devi semplicemente indicare dov'è la scena, chi è in scena e che cosa dice e fa, senza preoccuparti di inquadrature, stacchi, luci, e via dicendo, cose che vengono tutte gestite da altri. Lo sceneggiare fumetti richiede invece che l'autore fornisca al disegnatore una grande quantità di informazioni, per permettergli di rendere nella maniera la più fedele possibile quello che ha in mente.
Ancora, a chi gli chiedeva quale fosse stato il miglior disegnatore di Sandman, risponde che non se la sente di rispondere, tirando in ballo l'abusata frase "è come chiedere a un padre quale figlio preferisce". Poi si spiega meglio, e dice che ogni disegnatore è stato scelto e assegnato a una storia perché Gaiman voleva, attraverso il particolare stile di ognuno, ottenere risultati diversi. A ogni modo, l'episodio che gli piace di più come realizzazione grafica è "Ramadan".
Infine, una buona notizia per chi ha amato Good Omens: Pratchett e Gaiman stanno prendendo in considerazione l'idea di lavorare di nuovo assieme in futuro, a patto di trovare un'idea forte che li soddisfi entrambi.

Nel complesso, un incontro davvero piacevole e interessante, illuminato dallo humour di Gaiman, che spesso rimaneva però impigliato nelle maglie della (dignitosa) traduzione.
L'immagine finale? Facile.
Un italianissimo ammasso informe di persone con libri, fumetti e tesi (!) da fare firmare.
E io dov'ero? Beh, ero seduto abbastanza davanti, e mi sono riuscito ad ammassare prima di molti altri...



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