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Oltre Bonelli

agosto 2004

Mambo Italiano

di Federico Castagnola

Quali sono i motivi che possono spingere ad acquistare un volume in libreria?

La copertina di Mambo ItalianoPuò esserci una copertina accattivante o un titolo particolarmente invitante, è vero, ma l'abituale consumatore di fumetti di solito si avvicina a prodotti che sa, o almeno spera, che non lo tradiranno. D'altra parte i prezzi alti spingono a valutare bene i propri investimenti e a lasciar perdere le scelte affrettate. Chissà, forse tra qualche tempo servirà un consulente finanziario per entrare in fumetteria.
Afferrare un volume e dirigersi alla cassa è quindi sempre più un gesto meditato e servono forti motivazioni per portarlo a termine.

Può essere una casa editrice o una linea editoriale particolarmente affine ai nostri gusti, che tendenzialmente cercano di accontentare il loro pubblico con prodotti il più possibile omogenei, oppure il nome di un autore di sicuro appeal, un nome già apprezzato in precedenza.

Tutta questa premessa per dire che, per buona pace della Indy Press che è un editore piccolo e simpatico ma non così radicato nel mercato, quello che con ogni probabilità spinge a prendere questo albo è stato sapere che è una storia di Diego Cajelli.

Diego è uno che nel campo del fumetto indipendente racconta con abilità storie eccessive e violente come Pulp Stories e Milano criminale e, adesso che muove i primi passi nel fumetto mainstream, passa con disinvoltura dal mondo onirico di Napoleone a quello horror di Dampyr ed è aspettato al varco col monumento Zagor. Chi ha la fortuna poi di averlo conosciuto di persona sa come affronti il mestiere di sceneggiatore con lo stesso entusiasmo di un bambino di 10 anni a cui venisse data la gestione di Disneyland.

Insomma il suo è uno di quei nomi che possono spingerti a compiere l'insano gesto di cui parlavo prima.

Quella copertina, accompagnata da un titolo strambo e improbabile, promette sangue e violenza come nelle storie più personali del nostro. Ed effettivamente è questo che ci troviamo davanti. Due pizzaioli, uno calmo e tranquillo l'altro pazzo e sanguinario, devono difendersi nella Milano di oggi da una banda di estorsori e reagiscono in maniera ben poco conciliante. I dialoghi sono brillanti, i personaggi ottimamente caratterizzati, le situazioni eccessive e divertenti. Solo questo, come si dice in questi casi, giustificherebbe il prezzo del biglietto. Ma quello che succede esattamente a metà albo è qualcosa che molto raramente succede di leggere. Succede infatti che la storia fa un giro di 180º e diventa un qualcosa di totalmente diverso, ma allo stesso tempo perfettamente plausibile con la prima parte. Nasce così in poche pagine un mondo tutto nuovo che non solo rispetta perfettamente la liturgia del nuovo genere, ma spiega anche alcune scelte editoriali come il formato o l'utilizzo del colore.

Raccontare quale sia questo colpo di scena sarebbe un crimine del quale non sono pronto a farmi carico, se siete curiosi vi tocca andare dal fumettaro di fiducia e sborsare i sei euro (non sono pochi, lo so, ma vogliamo darla un pò di fiducia a questo fumetto indipendente?). Dico solo che Cajelli con questo albo riesce a esaudire il sogno di ogni venditore: ti fa comprare una cosa totalmente diversa da quella che volevi prendere, ma alla fine ti lascia contento per averlo fatto.

Però mi raccomando Diego, con Zagor niente scherzi!! ^____^



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