Buongiorno Nicola e benvenuto su Ayaaaak. Come nasce la Nicola Pesce Editore e quali obiettivi si propone nell'immediato futuro? Come definireste la vostra politica editoriale?
La Nicola Pesce Editore nasce praticamente da zero. Nasce da un ragazzo e una stampante che si sono fatti compagnia per mooolte notti e molti mesi. Nel 2008 abbiamo fondato Tespi srl (
www.tespi.it), una casa editrice madre che raggruppa diversi marchi. Tra questi, il marchio su cui attualmente abbiamo investito di più:
Nicola Pesce Editore.
Attualmente la Nicola Pesce Editore è in piena crescita, dal momento che sono novità dell'ultima ora la distribuzione in tutte le librerie d'Italia (al momento in cui scrivo ci mancano ancora un paio di regioni, a dire il vero, ma contiamo di chiudere presto!), nonché la fondazione, da parte di Tespi appunto, del primo distributore italiano di fumetti in conto-vendita (
www.goldendistribution.it), un'iniziativa che ha positivamente sconcertato i negozianti e che, diciamolo pure, ha dato una buona mano alle nostre vendite.
Un'altra novità da non sottovalutare è il fatto che abbiamo avuto la fortuna di fondare quella che è diventata una grande community di blog del fumetto, ossia
www.comic-soon.com, un sito dove chiunque può aprire un proprio blog in due minuti e commentare, recensire eccetera, con la differenza, rispetto agli altri portali di blog, che noi siamo specializzati in fumetto e offriamo uno spazio in home page a tutti i bloggers. Questa struttura ha fatto sì che in pochi mesi il sito Comic-Soon scalasse le classifiche Alexa con una velocità incredibile, attestandosi, in appena 100 giorni di vita, tra i primi 100 siti di fumetto in Italia. Comic-Soon è anche una rivista cartacea che assedia fiere e fumetterie, consentendo libertà di espressione a personaggi noti e meno noti nel mondo dei comics.
Tespi si propone nell'immediato futuro di portare avanti attraverso il marchio Nicola Pesce Editore un'idea di fumetto di genere molto curato, tendente al fumetto d'autore. La caratteristica principale del marchio è la libertà di espressione che viene concessa (o sarebbe meglio dire: "restituita"?) agli autori. Si spazia dall'horror al fantascientifico, dalle graphic novels senza parole al fumetto noir.
Invece poi, attraverso altri marchi, attraverso soprattutto
Aaron Works, che nascerà in occasione del Romics 2009, con cui sta prendendo accordi, abbiamo intenzione di gettare una fiches anche in altri settori di mercato che a nostro parere oggi sono piuttosto poco sfruttati, ma non mi sbottono di più.
Quali sono le difficoltà che un piccolo editore incontra nel proporsi?
Le difficoltà per un editore che si affacci per la prima volta nel mondo dei comics (e che il 99% delle volte è dunque un piccolo editore) sono infinite, ma si possono riassumere principalmente in due: la difficoltà delle 4 "p" e la difficoltà di capire questo mondo.
Le quattro "p" sono ovviamente quelle di prodotto, prezzo, punto vendita e promozione. In primo luogo è difficile metter su un ottimo prodotto, se ci si affaccia per la prima volta in questo campo. Manca spesso la cultura del fumetto e mancano le possibilità economiche, nonché la credibilità, per poter intavolare discorsi con i grandi autori. Quindi chi inizia è spesso costretto a farlo con prodotti mediocri.
Poi c'è il problema del prezzo. I costi fissi sono una realtà inevitabile. Ricordo ancora il mio shock quando a 18 anni circa andai alla prima tipografia a domandare i prezzi e mi spiegarono che stampare 500 copie o stamparne 1.000, il prezzo era quasi lo stesso. Ma i soldi, quando si comincia, mancano, e allora ne facevo 500. La cosa mi costringeva a mettere un prezzo di copertina esorbitante, limitando le mie vendite. Ma che dico!, come potevo vendere se non avevo punti vendita?? Infatti, le 300 e più fumetterie italiane non potevano permettersi il lusso di scommettere su un editore esordiente. Tanto più che questo editore aveva prodotti mediocri, prezzi alti ed era praticamente invisibile nei cataloghi dei maggiori distributori.
E' per questi problemi che ho voluto fondare Golden Distribution, per consentire a tutte le fumetterie di scommettere su tutti gli editori, a rischio zero (al massimo si rischia un po' di tempo e di spazio su uno scaffale, ma è questo che ci distingue dalle librerie, no?, la cultura del fumetto e la voglia di perpetuarla). In tal modo gli editori avrebbero potuto scommettere sugli autori. Insomma, con Golden Distribution potrebbe iniziare un circolo virtuoso, spero, che consentirà di far girare più fumetti, di educare i nostri gentili lettori a categorie di fumetti più profonde, meno mainstream. Ma ci vorranno anni. Insomma, il sogni di Golden Distribution è di tendere il ramoscello d'ulivo al fumetto d'autore.
Abbiamo dimenticato una "p": seguiva il problema, appunto, della promozione. Se non si avevano i soldi per pagare un autore, e non si avevano i soldi per pagare la stampa, dove mai si sarebbero potuti avere i soldi per pagare la pubblicità!?
Diceva Ford (se non erro) che voler sperare di avere più utili togliendo fondi alla pubblicità sarebbe come voler fermare il tempo togliendo le batterie all'orologio.
E' per questo motivo che, affiancato a Golden, abbiamo creato il rotocalco ed il portale
www.comic-soon.com, dove ognuno può aprire un suo blog, anche le case editrici, ed avere la certezza che se vi postano una novità, vedranno quella copertina in home page, e insieme a loro la vedranno oltre 5.000 persone al giorno. Poi, ciò che la redazione di Comic-Soon ritiene particolarmente notevole, viene riportato sul cartaceo, che fa 20.000 copie (abbiamo invaso il Napoli Comicon quest'anno, ve ne siete accorti?) Pubblicità gratuita, insomma, e in grande quantità.
In pratica, bisogna risalire queste 4 faticosissime "p", come Dante nel Purgatorio doveva risalire le 7 "p" del peccato. E moltiplicando sempre zero per zero, un giorno accade il miracolo che bacia gli audaci, e zero per zero dà uno. Così il piccolo editore dirà: "stavolta il prodotto ce l'ho!", avendo il prodotto farà lo sforzo di contenere il prezzo; il punto vendita e l'appoggio necessario glielo darà Golden, la pubblicità gliela daranno Golden e Comic-Soon insieme e così, l'editore, intravedrà, non dico molto, ma almeno la via per cominciare a fare l'editore. Telefonerà a casa durante una fiera, come capitò a me qualche anno fa, e dirà alla fidanzata, o alla moglie: "oggi ho capito come si fa l'editore, oggi si comincia."
Poi concluderò dicendo il secondo problema: la difficoltà di capire questo mondo. Sembra brutto a dirsi, ma ovunque funziona così: nessuno ti dice niente. Nessuno si sbottona. Se fai un brutto albo, tanto per fare un esempio stupido, tutti fanno i generici. C'è chi ti fa i complimenti, falsi, e chi ti offende di punto in bianco. Ma nessuno ti spiega. E anche qui, si deve moltiplicare zero per zero un'infinità di volte, fino a trovare la via. Non si può avere nemmeno la certezza, poi, di averla trovata.
Tra edicola, fumetteria e libreria sembra essere quest'ultima la nuova frontiera dell'editoria a fumetti. Cosa rende questo mondo così interessante per un editore ancora giovane come voi?
Beh, le librerie ci sono sempre state, non riesco a vedere perché siano considerate da molti una nuova frontiera. Sono uno step importante per un editore, è inevitabile, dal momento che le fumetterie sono 300 e le librerie 5.000. Nelle librerie tuttavia manca la cultura del fumetto, esporranno l'Uomo Ragno accanto a
Gipi o a
Ongaro, senza rendersi conto di cosa stiamo parlando. Ma è importante che un cliente, entrandovi, possa trovare il tuo prodotto.
Le fumetterie svolgono un ruolo imprescindibile. Il negoziante lì è principalmente un appassionato di fumetti, un innamorato, uno che sa il fatto suo. Lui educa i suoi clienti ben diversamente dal commesso di una grande libreria. C'è una bella differenza a comperare il vino al supermercato o in enoteca! Dei negozianti illuminati, come tutti coloro che ad esempio si associano all'
A.Fu.I. ed ai suoi progetti, creano una nuova realtà, una nuova attenzione. Il punto è che dovremmo restituire il fumetto d'autore al grande pubblico, ed il grande pubblico alle fumetterie.
Dal vostro punto di vista come giudicate l'attuale situazione editoriale italiana in un momento economicamente non facile. Premia di più la conformità o si riesce a provare a fare qualcosa di diverso?
La situazione non è stata facile e continua a non esserlo. Ma diciamocelo chiaro: la crisi c'è da quarant'anni, e prima era anche peggio. Io ho deciso di dire che ho sbagliato un progetto, piuttosto che dire che non ha venduto perché c'è "crisi". Credo che oggi ci sia "percezione della crisi". A parità di disponibilità economiche, se un tizio – per via dei telegiornali, per via che magari quel mese deve cambiare le ruote della macchina – se un tizio percepisce la crisi più del solito, comprerà in meno. Chi siamo noi per contraddirlo!
La Nicola Pesce Editore dal canto suo cresce gradualmente, abbiamo ancora tante cose da mettere a posto, ma questo è un bene: è simbolo che siamo cresciuti tanto in fretta da avere un momento di vertigine. Cosa ci ha premiato?, la conformità?, la difformità?, penso che ci abbia premiato la passione (oddio quanto sono banale!) unita al fatto di essere persone educate, gentili, serie e costanti L'umiltà di riunirci ogni giorno a sera e dirci: "dunque, cosa abbiamo sbagliato oggi?". Abbiamo sbagliato un po' meno di quanto abbiamo fatto bene, a fine mese abbiamo un euro in più di quanto abbiamo speso. Umiltà e tenacia, e la crisi è scongiurata.
Le vostre ultime produzioni sembrano privilegiare prodotti italiani da libreria. Cosa spinge a privilegiare questa soluzione rispetto alla semplice traduzione di volumi realizzati all'estero? Apparentemente sembra un rischio maggiore, ma è veramente così?
Eh, beh, partiamo dal fatto che è veramente così. Cioè, acquistare i diritti di un fumetto i cui costi autoriali sono già stati affrontati da un altro editore in un'altra nazione è decisamente più economico. Ma alla fin fine bisogna riflettere sulle motivazioni che spingono un appassionato a diventare un editore. Io adoro la mia nazione e la splendida cultura che esprime, adoro fare parte del processo creativo con umili suggerimenti e consigli, e adoro riscoprire opere bellissime ma seppellite dal tempo e ridarle alle stampe. E' un lavoro duro, difficile, ma non lo si fa solo per vendere 10.000 copie e trovarsi un conto in banca più ricco, lo si fa per passione. Uno deve decidere che tipo di persona è. Io non sono una persona che va dietro ai soldi, ho una mia personalità, determinate preferenze, e faccio di tutto per non tradirla/e.
Autori già con una certa esperienza, soprattutto alla sceneggiatura, ed esordienti. Cosa chiedete ai vostri collaboratori e quali sono le cose che cercate in chi vi si propone?
L'umiltà prima di tutto. Perdonatemi se sono ripetitivo! La Nicola Pesce Editore è fatta da persone serie e gentili. Ma non capita poche volte di dare un consiglio ad un grande autore e questi lo accetta tra mille ringraziamenti, e poi dare un consiglio a un esordiente che ha tutto da imparare e questi ti manda a quel paese.
In secondo luogo… cosa cerchiamo… domanda difficile. Noi cerchiamo di portare avanti un fumetto intelligente, che faccia riflettere, uno stile autoriale, che colpisca profondamente il lettore, ma ciò non significa che non siamo aperti a tutto. Manteniamo la mente aperta. Se un progetto è buono, è buono.
Come è il livello attuale dei giovani autori italiani? Prevale il mestiere o c'è la volontà di cercare una propria strada?
Prevale la propria strada, grazie a Dio, ma i giovani autori hanno quasi tutti un gran bisogno di buoni consigli. Quando si disegna nel chiuso di casa propria, ciò che si fa ha nella nostra psiche un valore assoluto. Avere un blog, un profilo Facebook, entrare in contatto col pubblico è importante, ma il pubblico non è sufficiente per rendere finalmente relativo ciò che era assoluto. Bisogna andare alle fiere e, armati della più grande dose di rispetto possibile e col cuore in gola, bisogna scomodare i grandi autori e gli editori per chiedere consigli. Soltanto così si può triangolare la propria posizione.
Io ho avuto la fortuna di imbattermi in esordienti piuttosto speciali. Sto pensando a
Cristina Spanò, che ha di recente pubblicato con me un albo (Svastica #1 e #2, sceneggiatura di
Valentino Sergi) che non la rappresentava del tutto, ma che già aveva in sé il germe di una buona dose di originalità. Sto pensando a Luca Piersantelli, in arte
Pierz, che con i suoi Ravioli Uèstern sconcerta di risate il web con una certa frequenza. Possiede i tempi i comici, una cosa veramente veramente rara. Sto pensando a
Rolando Cicatelli, che è talmente in alto con la sua arte che di definirlo esordiente non se ne parla neppure, ma in effetti è appena al suo terzo albo (Rich Vacant #2, Frankie goes to Hollywood, ndr).
Tra le vostre produzioni sembra essere molto ambiziosa quella dedicata a Sandokan e al mondo di Salgari. Come sarà organizzata questa collana, una serie più o meno regolare o una sequenza di volumi autonomi realizzati da più autori?
Sì, effettivamente contiamo molto su questa nostra collana. Il progetto è ambizioso, tanto che non se ne prevede la fine. Salgari ha sempre lasciato le origini di Sandokan nel mistero: a un tratto ce lo presenta bell'e buono, e terrorizza tutti. Ma come è cresciuto?, chi lo ha istruito?, quali sono le esperienze che gli hanno segnato la vita? Salgari parla anche del Corsaro Nero, ma ne parla fino alla sua presunta morte. Ma nessuno ci crede davvero, cos'è successo dopo? Ecco, noi vogliamo narrare tutto quello che è successo a Sandokan prima delle descrizioni di Salgari e tutto quello che è successo al Corsaro Nero dopo la sua finta morte. Interessante, no?
Sarà una serie con tanto di continuità, di cui si prevede un minimo di due albi all'anno. Punteremo molto su
Meneghin, un disegnatore esordiente che promette molto bene, e tutto su
Di Virgilio e
Perissinotto come sceneggiatori. Tutta la serie è un'idea di Massimo Perissinotto. Lui narrerà del Corsaro Nero, il grande Di Virgilio di Sandokan. Adesso posso anticiparvi che il numero due uscirà per Lucca e avrà la copertina di Ponticelli (miglior disegnatore al premio Micheluzzi, ndr)…
Per concludere, i vostri progetti nascono all'interno della redazione, con la successiva ricerca degli autori adatti a realizzarli, oppure sono gli autori a proporsi a voi con storie già preparate?
La nostra casa editrice ha una mentalità estremamente aperta. Il nostro interesse si estende a tutti i progetti. Abbiamo un distaccamento a Treviso (dove abbiamo anche una Scuola di Fumetto e Sceneggiatura) costituito da Massimo Perissinotto, Andrea Longhi e Liri Trevisanello, e stiamo costruendo e mettendo in piedi la sede definitiva, che sarà in provincia di Salerno. Il gruppo di Treviso ha una sua linea editoriale ben precisa e piuttosto definita già fino al Comicon del 2010. Coloro che volessero proporre quindi albi o intere collane possono senz'altro scrivere a
info@tespi.it. I tempi di risposta sono di massimo un paio di mesi.
Colgo l'occasione per ringraziare Ayaaaak.net per il lavoro che nel web svolge e continua a svolgere negli anni per ringraziare e i lettori che hanno avuto la pazienza di leggere per intero la mia intervista. Sono un gran chiacchierone. Grazie. Nicola Pesce.
Per concludere vi offriamo una presentazione e una anteprima dei volumi presentati dall'editore in questo periodo.