Ciao Luca e bentornato su Ayaaaak. E' oramai alle porte la tua nuova miniserie per la Bonelli. Da cosa nasce Lilith, quanto è durato il periodo di gestazione e come è cambiata in questo periodo?
Quando
Sergio Bonelli mi chiese di mettermi al lavoro su un'altra serie semestrale dopo la fine di Gea, fui tentato da diverse soluzioni narrative. Una era il fantasy, mio vecchio amore; avendo però già alle spalle
Dragonero e non disperando di dargli un seguito in qualche maniera, ho a malincuore scartato questa opzione. Un'alternativa era la SF stellare, alla Battlestar Galactica, serie televisiva di cui mi sono innamorato già dalla prima stagione e che sto tuttora avidamente seguendo. Studiai un soggetto che intitolai "Uthopia" che mi piaceva molto ma che dovetti scartare perché avrebbe preso la forma di un racconto corale con molti personaggi, tutti della stessa importanza, senza un vero e proprio protagonista. Portare avanti le vicende di una decina buona di personaggi su un albo che sarebbe uscito ogni sei mesi mi sembrava un po' crudele verso i lettori. Semplicemente il format editoriale non andava bene per quel progetto; magari lo porterò avanti in altra sede, come sceneggiatore puro. Oltre al fantasy e alla Sf stellare, un altro tema narrativo che mi ha sempre affascinato è quello del viaggio nel tempo. E così è nata Lilith. Con lei ho scelto di cambiare radicalmente registro.
Lilith è un personaggio negativo; uccide sì per un "bene superiore" ma comunque si sporca le mani di sangue – e non solo in senso figurato – e per raggiungere il suo scopo non esita a compiere vere e proprie stragi. In sé non è crudele, ma è stata duramente addestrata per essere completamente priva di rimorso e la crudeltà potrebbe essere una forma di difesa psicologica da adottare per annullare la consapevolezza del dolore inflitto agli altri.
Le modalità e la finalità della missione di Lilith saranno ben chiare per il lettore fin da subito o ci saranno aspetti da scoprire più avanti?
Quale sia la sua missione e quali i modi con cui lei deve portarla a termine dovrebbero esser chiari sin dall'inizio. Penso che tra il primo e secondo episodio sarà tutto esplicito. Quello che rimarrà avvolto nel mistero è la natura dei suoi "nemici": sono davvero dalla parte del torto o hanno anche loro qualche ragione? Questo è un tema che ho affrontato in maniera decisa anche in "Gea". Lei stessa dovrà sviluppare una etica personale per reggere il peso delle sue azioni; far fuori una carogna non solleva grandi problemi morali ma quando la vittima è una persona qualunque, magari un brav'uomo, allora sorgono i veri problemi. Inoltre, la sua è una missione con lieto fine e ritorno a casa o una drammatica missione suicida? Questi sono i temi che mi riservo di sviluppare pian piano.
Da alcune immagini di Lilith, si nota subito una certa somiglianza con l'attrice britannica Kate Beckinsale, che impersona la cacciatrice di lupi mannari in Underworld 1 e 2, nonche' cacciatrice di Dracula in Van Helsing (2004). Perche' la scelta di ispirarsi a questa attrice? Lilith avra' solo il suo aspetto o avra' anche lei un ruolo di cacciatrice?
Io sono sempre stato un po' diffidente riguardo i personaggi dei fumetti che assomigliano troppo ad attori in carne e ossa.
Sprayliz e Gea non erano state create in questo modo, ma pescando liberamente nel mio subconscio. Per Lilith è stato diverso. Avevo disperato bisogno di allontanarmi da Gea, altrimenti avrei finito per disegnare lei col caschetto nero; dopo dieci anni su un personaggio che ora potrei riprodurre a occhi chiusi, il rischio che facesse capolino dalle vignette appena abbassata la guardia era enorme. Ho scelto quindi di basarmi per gli studi iniziali su un volto definito e ho scelto un'attrice che mi piace molto – la Beckinsale, appunto – soprattutto quella di "Underworld", film in cui lei credo non sorrida mai. Negli studi a matita la somiglianza è evidente ma spero che col tempo si costruisca una sua originalità, lontana da Gea e dalla Beckinsale. In ogni caso il ruolo di Lilith nel fumetto sarà proprio quello di predatrice.
Finora l'ambientazione delle tue serie più famose è stata piuttosto "indefinita". Cosa dobbiamo aspettarci da Lilith? Una ricostruzione storica precisa e realistica delle epoche da lei visitate o un passato più "fantastico" con pochi riferimenti alla storia e molti alla mitologia delle varie epoche?
La mia intenzione è quella di ricreare un'ambientazione storica il più precisa possibile e questa è anche la (folle?) sfida di un'operazione editoriale del genere. Ogni episodio vedrà una collocazione temporale diversa e questo comporta un accurato lavoro di studio preliminare che, al momento, mi illudo di poter svolgere.
La Grecia antica, i pirati, poi se non sbaglio la seconda guerra mondiale. Come scegli i periodi storici in cui ambientare le storie di Lilith? E queste storie saranno ambientate in momenti particolari della storia riconoscibili da tutti?
Preciso: il primo episodio sarà ambientato nell'Anatolia della tarda Età del bronzo, il secondo tra i corsari del XVI secolo e i filibustieri del XVII, il terzo sul fronte italiano durante la Prima guerra mondiale. Ognuno ha i suoi periodi storici prediletti, che lo appassionano per gli avvenimenti occorsi e per i costumi, l'architettura e le tradizioni dell'epoca. Io non sfuggo a questa "crono-libidine" e ambienterò le vicende di Lilith in periodi che avrei sempre amato raccontare e illustrare.
Hai intenzione di utilizzare personaggi storici? E se si questi avranno un ruolo di primo piano o solo per rendere riconoscibile un particolare periodo?
Ci saranno anche personaggi storici e alcune volte saranno coinvolti in prima persona nelle vicende della protagonista.
Quantrill, Bloody Bill Anderson, Ieyasu Tokugawa, Rasputin, Cortez e Montezuma o Pizarro e Atahuallpa sono tra quelli che mi vengono subito in mente. Il più delle volte però a essere coinvolte saranno persone che non hanno lasciato traccia nei libri di storia.
La ricostruzione storica intimorisce o stimola un autore di fumetti? Come credi che sarà possibile riuscire a far passare la mole di informazioni necessaria a comprendere il periodo storico senza appesantire la lettura? Ci saranno particolari apparati redazionali?
Più che altro, la ricostruzione rigorosa terrorizza l'autore e il terrore è uno stimolo potentissimo. In linea teorica la documentazione storica dovrebbe aiutare solo a costruire il racconto e ad ambientarlo e non dovrebbe essere "raccontata" in modo didascalico. Nella pratica qualche didascalia è necessaria e certi passaggi narrativi vanno collocati storicamente aiutandosi anche con i dialoghi dei personaggi. Quindi sta solo all'abilità dello sceneggiatore evitare di appesantire la lettura. Peggio per voi… ;-)
Ti sei posto il problema dei paradossi e della loro soluzione? Il passaggio di Lilith nelle varie epoche influenzerà la storia del mondo?
Riguardo al famigerato paradosso temporale io ho lo stesso atteggiamento che Alessandro Magno ebbe con il famoso nodo gordiano: non lo risolvo, ma lo recido con un colpo netto! L'esistenza di Lilith in un determinato periodo del passato non ha alcun legame diretto con il futuro dal quale proviene. L'immagine della fotografia che scompare in "Ritorno al futuro", perché i genitori del protagonista hanno mancato il loro primo appuntamento, è molto divertente come espediente narrativo ma non viene adottato nella mia storia. Una volta abbandonata la linea temporale del presente, Lilith esiste in tutto e per tutto in quella nuova e quello che fa avrà certo conseguenze nello svolgimento futuro dei fatti e inevitabilmente li altererà - a volte in maniera macroscopica - ma la sua esistenza nel "presente" non ne viene influenzata.
Hai messo in conto le critiche di chi andrà ad analizzare questi aspetti e in generale come ti poni nei confronti delle opinioni dei lettori, soprattutto in questa epoca dove la rete avvicina di molto autori e lettori?
Le critiche e le osservazioni dei lettori sono utili e benvenute, anche quelle più becere e distruttive perché mi offrono un ampio ventaglio di reazioni al mio lavoro. Se non me ne importasse, non avrei lasciato la possibilità ai visitatori del
mio blog di lasciare i loro commenti ai post. Di solito non intervengo nelle discussioni, se non per chiarire qualche fraintendimento e per fare delle precisazioni. Nel caso dei viaggi nel tempo di Lilith, seguirò attentamente la mia logica temporale, che non può essere messa in discussione in quanto "personale" ma che dovrà essere coerente con le sue premesse e gli sviluppi che seguiranno.
Si è parlato di 20 albi, ma hai precisato che potrebbero essere anche meno come per Gea. Vuol dire che non hai ancora pianificato tutto lo sviluppo della serie?
Il riferimento ai "venti albi" è dovuto unicamente al fatto che il contratto con la casa editrice è decennale, così come fu per Gea. Nulla vieta di concludere la serie al sedicesimo o al diciottesimo numero, così come in linea teorica sarebbe possibile proseguire oltre al ventesimo episodio. Mi piace comunque pensare che, dopo dieci anni su un personaggio, un autore abbia ancora la voglia e gli stimoli per cambiare registro e creare qualcosa di nuovo.
Nell'intervista apparsa sul sito della SBE hai detto: "Lilith sarà indubbiamente un personaggio meno spensierato di Sprayliz e meno spumeggiante di Gea". A giudicare dalle espressioni cartoonistiche sull'anteprima de Lo Scuro, la comicità non sarà bandita totalmente dal fumetto... dovremmo aspettarci un'atmosfera paragonabile agli ultimi 6 numeri di Gea (drammatica con qualche siparietto sparso qua e la')?
Probabilmente sì. Il personaggio di Lilith non ha certo molto di cui rallegrarsi e il lato "leggero" è lasciato allo Scuro anche se il suo ruolo non è quello di spalla comica ma quello di guidare la protagonista nelle sue missioni ed evitare che smarrisca il sentiero; questo fa di lui un comprimario a volte molto serioso.
Lo Scuro sarà quindi l'unico personaggio fisso o hai pensato ad una serie di comprimari più o meno ricorrente?
Lo Scuro sarà l'unico comprimario fisso di Lilith, a parte uno dei Cardi, gli inviati del Triacanto che la rincorrono su e giù per lo spazio-tempo ostacolando la sua missione, che cercherà di stabilire un contatto con lei.
Lilith è molto diversa dai tuoi precedenti personaggi, molto più cupo, e sarà costretta ad uccidere anche persone innocenti. Come gestirai dal punto di vista morale questo fattore e come pensi verrà accolto dai lettori bonelliani?
Gea era un personaggio in crescita; all'inizio sapeva poco della sua missione e ancora meno delle sue potenzialità. La sua evoluzione cognitiva procedeva di pari passo con quella spirituale e con la consapevolezza e l'affinamento dei suoi poteri. Era una specie di "romanzo di formazione". Con Lilith parto da presupposti completamente diversi. La missione e le potenzialità della protagonista sono chiari (almeno a lei) sin dall'inizio; lei sa benissimo cosa deve fare e come farlo. L'evoluzione del personaggio riguarda proprio le ricadute etiche e morali della sua missione. Lyca, questo è il suo nome originale, è stata sottoposta sin dall'infanzia a un duro addestramento fisico e a un costante indottrinamento che avrebbe dovuto permetterle di costruirsi una "corazza" per fronteggiare le inevitabili riserve morali che la sua missione avrebbe fatto sorgere in lei. Come lei riuscirà ad affrontarle e a superarle sarà materia ardua ma insieme affascinante da raccontare.
Nel giudizio generalmente positivo dato dai lettori alla serie di Gea, l'uso di monologhi da parte dei vari personaggi era spesso controverso quando proprio additato come "punto debole" della serie... Per questa serie hai pensato ad un nuovo modo per far passare i tuoi messaggi?
Sorry, niente da fare. I monologhi pizzosi sono un mio segno distintivo e ve li sorbirete anche questa volta ;-P
In questi casi è l'autore a parlare o fa tutto parte della caratterizzazione del personaggio?
I confini tra le due cose sono sottili come carta velina.
L'apparizione dei Pesanti è semplicemente un omaggio a Gea, oppure l'universo in cui si svolge la serie è lo stesso di quello della paladina?
La prima delle due. Consideratela come una semplice e - spero - divertente comparsata per omaggiare un personaggio su cui ho lavorato per quasi un decennio e a cui sono ovviamente molto affezionato.
La semestralità costringerà tutti a una lunga attesa per conoscere la fine di questa saga. Mai pensato, tu o l'editore, di affidarti ad uno staff di disegnatori che ti permettesse di aumentarne la periodicità?
No, è un'opzione che non è mai stata presa in considerazione né da me né dall'editore, per il quale l'interesse in questa produzione risiede proprio nella sua natura di "opera d'autore", intesa come prodotto di un autore unico.
Quanto è condizionata questa nuova serie, sia dal punto di vista editoriale che narrativo, da Gea? Hai resettato tutto o alcune scelte sono dettate dalla precedente esperienza?
Di botto mi verrebbe da dire che ho fatto tabula rasa e ho cambiato radicalmente registro; ma poi penso che dieci anni su un progetto narrativo ed editoriale non possono passare senza lasciare segni profondi su un autore e quindi tutto in Lilith, consapevolmente o meno, è condizionato dall'esperienza di Gea.
Consideri chiusa l'esperienza Gea o speri di avere l'opportunità di poterne raccontare qualche nuova avventura?
Mai dire mai. Il finale aperto della saga mi lascia la possibilità di tornare in un vago futuro a raccontare le avventure di Mamma Gea nel nuovo e sconosciuto mondo che gli eventi le hanno consegnato. Chissà…?
Per finire una domanda su un altro tuo progetto per la Bonelli, il Romanzo a Fumetti scritto da te per le matite di Andrea Accardi, e del cui destino non si era così certi. E' confermata l'uscita e quali erano i motivi che avevano fatto dubitare l'editore?
Qui è d'obbligo un bel
"BOH ?".
La storia non è ancora ultimata e un paio di editori di fumetti, con cui sia Andrea che io abbiamo già collaborato, si sono detti più che disponibili a pubblicarla. Io spero sempre che, a storia finita e letterata, Sergio Bonelli possa convincersi a pubblicare "
Hit Moll" nella collana dei Romanzi, per la quale era stata pensata.
Ha collaborato e supervisionato Federico Castagnola