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Interviste

luglio 2006

Tra Napoleone e Pollok

Quattro chiacchiere con Carlo Ambrosini

di Costabile Capezzuto, Federico Castagnola

pollok

- Buongiorno Carlo e benvenuto su Ayaaaak. La chiusura di Napoleone è arrivata come un fulmine a ciel sereno, cosa credi che non abbia funzionato nella testata, soprattutto pensando che era osannato dalla critica fumettistica. Tornando indietro cambieresti qualcosa del personaggio?

Il gradimento della critica specializzata, com'è risaputo, non sempre coincide con quello della platea più allargata. Detto questo il problema è quanto debba essere larga la platea. A definire questo parametro sono le condizioni economiche e la strategia editoriale. Alla luce di questi elementi la casa editrice che pubblica Napoleone ritiene insostenibile una vendita che si assesti sulle ventimila copie. Resta da stabilire se questo numero sia da ritenersi lusinghiero o fallimentare, personalmente non credo che lo si possa dire in astratto ma solo in relazione alle caratteristiche del prodotto.
Considerata la contrazione delle vendite di questi ultimi anni, ritengo quella di Napoleone una nicchia di consumo tutt'altro che fallimentare. Non ho mai lavorato a Napoleone volendo conseguire un successo di vendite planetario e, pur operando nel solco della tradizione, eravamo consapevoli di affrontare contenuti e temi narrativi non così collaudati nel gusto del pubblico più abituale, ciò non di meno è secondo me impossibile trascurarli volendo mantenere in vita oltrechè il rispetto delle proprie istanze creative anche quello per i lettori.
Naturalmente ogni cosa che si fa è suscettibile di miglioramento, tutto è perfettibile ma il personaggio di Napoleone si è comunque caratterizzato per una sua peculiarità, un suo registro, registro a detta di alcuni forse troppo complesso: "difficile" ma per quelli che ci hanno gratificato del loro apprezzamento adeguato alla coesistenza con i temi più classici della narrativa popolare. Non credo di poter dire di ritrovarmi fra le mani un personaggio che non abbia funzionato, bensì una esperienza professionale che ha ben dialogato con una non irrilevante fetta di pubblico trovando con essa una vera sintonia. Più che cambiare qualcosa potendo tornando indietro, dunque preferisco pensare di offrire qualcosa andando avanti, e con Pollok andiamo avanti.

- Napoleone chiude definitivamente o c'è la possibilità di uno
speciale, magari pubblicato da qualche altro editore?


Al momento se il personaggio di Napoleone troverà o meno una qualche veste editoriale che non sia quella dell'uscita nella sua serialità bimestrale non so dire, vedremo.

- L'annuncio della chiusura di Napoleone è stata accompagnata da quella dell'arrivo di Pollok. Si tratta di una miniserie o di una serie regolare? Lo staff di sarà lo stesso di quello di Napoleone o c'è la possibilità di poter ammirare qualche nuovo disegnatore. Inoltre curerai solo i testi o disegnerai anche qualche numero?

La serie di Pollok verrà varata come una miniserie di 18 numeri con cadenza bimestrale.
Lo staff sarà pressoché lo stesso di Napoleone con l'aggiunta un paio di nuovi disegnatori uno dei quali piuttosto giovane ma di indiscutibile talento. A meno di imprevisti, sia i soggetti che le sceneggiature saranno a cura del sottoscritto; disegnerò senz'altro il numero uno e qualche altro episodio, compatibilmente con la cura redazionale, quella dei testi e delle copertine

- Dalla presentazione che si è potuta vedere del nuovo personaggio abbiamo capito che si muoverà del mondo dell'arte. Quale sarà il meccanismo
che farà partire le storie?


L'impostazione della serie di Pollok avrà la struttura del classici seriale Bonelliano. Avventure investigative autoconclusive di 126 pagine ma a differenza di Napoleone più legate da una certa continuità. Il nostro Pollok tenta di risolvere questione legate all'Arte sia come scoperta, recupero salvaguardia e protezione delle opere, sia come indagine sulle psicologie degli autori e su tutte quelle forze psicologiche che più in generale spingono l'uomo all'ostinata ricerca del Bello e del Vero. Pollok è il consulente di un museo ma anche un libero ricercatore con uno studio privato, al quale si rivolgono i clienti più disparati. Il nostro studioso, però, non è certo un topo d'archivio ma gira per il mondo con un corredo
atletico adeguato alle azioni più pericolose..

- L'idea nasce da una reale passione oppure è costruita a posteriori per rendere più interessanti e originali le storie? E quando diventa complicata la parte di ricerca in questo contesto?

A questa domanda ritengo di aver risposto nell'introduzione. Il dibattito sull'Arte è un tema di fondo della mia vita; uno, o forse il principale dei miei interessi. Riuscire a renderlo gradevole, divertente e condivisibile con i lettori una sfida allettante. In conclusione, mi preme, però di ribadire che l'elemento centrale, il motore delle storie, saranno le relazioni interpersonali dei nostri protagonisti che speriamo di rendere simpatici e familiari al nostro pubblico.

Grazie mille e a rileggerti al più presto!



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