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Interviste

agosto 2002

Intervista a Carlo Recagno

di Ivan Veri

Carlo Recagno, enciclopedia vivente di Martin Mystere (e anche di StarTrek, tra le altre cose), facente funzioni di Alfredo Castelli, responsabile di redazione per MM, sceneggiatore, fine umorista e bravo disegnatore.

Puoi fare un sommario della tua esperienza professionale?

Dunque...nel 1989 ho "bussato alla porta" di Alfredo Castelli proponendogli un soggetto per Martin Mystère. Lui sorprendentemente lo approvò, e io mi misi a sceneggiare. Sorprendentemente la sceneggiatura non fece nemmeno troppo schifo, divenne la mia prima storia ("Aria di Baker Street", MM nn. 129-130), e venne pubblicata a cavallo tra il 1991 e il 1992. Da allora, sempre "sorprendentemente", ho continuato a scrivere, anche se non sono mai stato prolificissimo (esiste prolificissimo nella lingua italiana?). Nel 1995 sono entrato in redazione, sostituendo Federico Memola come braccio destro del Buon Vecchio Zio Alfredo.

Dal tuo punto di vista, come si è evoluto il fumetto bonelli negli ultimi 25 anni e quali sono le ragioni della sua evoluzione?

Un discorso lunghissimo che potrebbe prendere pagine e pagine, e che vorrei risparmiare ai lettori e soprattutto a me stesso...a parte gli scherzi occorrerebbe fare davvero un lungo discorso su come si è evoluto non solo il fumetto Bonelli ma il fumetto in Italia in generale. Parlare di come è cambiato il pubblico, di come l'età media dei lettori si è alzata, restringendo la readership e rendendola al tempo stesso più esigente e più sofisticata. Parlare della lenta erosione del mercato del fumetto, che si fa sempre più piccolo. Parlare della generazione dei lettori che crescendo sono diventati autori (la mia, insomma, i trentenni). Parlare, tanto per citare un luogo comune, anzi comunissimo, di come i ragazzi di oggi leggano sempre meno fumetti (ho una nipote di dodici anni che non li legge!; purtroppo non è stata educata a pane e Topolino come è accaduto a me e a tutti quelli della mia generazione) (...e infatti si vede come siamo venuti su...^__^)

Come è nata l'idea del fumetto Martin Mystere?

Questa domanda sarebbe meglio farla al suo creatore, il Buon Vecchio Zio Alfy, che saprebbe rispondere automaticamente senza nemmeno fare caso a quello che dice, tante volte gliel'hanno rivolta...comunque l'idea nasce dall'interesse di Castelli per le tematiche "mysteriose", per i libri di Peter Kolosimo e affini. In seguito, naturalmente, ha ampliato la "sfera d'azione" del BVZM oltre i limiti dell'"archeologia mysteriosa", toccando ogni campo dello scibile umano...

Sono ormai passati circa 20 anni dalla nascita di MM, posso chiederti di fare un bilancio del ventennio in termini di produzione, argomenti trattati, vendite e obbiettivi raggiunti?

Anche questo sarebbe più opportuno chiederlo a Castelli...comunque per quanto riguarda la produzione devo dire che, per me, pur tra alti e bassi è sempre stata interessante, sia quando ero un semplice lettore (cioè per i primi 10 anni) sia quando, più tardi, sono diventato parte integrante della redazione. Gli argomenti trattati sono sempre stati vari, abbiamo sempre cercato di trovare nuovi spunti e di non riciclare all'infinito sempre le stesse cose. Le vendite non sono eccelse ma sono "soddisfacenti", come direbbe Nero Wolfe. Per quanto riguarda gli obiettivi raggiunti, abbiamo dimostrato che c'è in Italia un posto (non grandissimo, ma c'è) per un tipo di fumetto "colto" (non in flagrante), e che i fumetti possono trattare davvero qualsiasi argomento.

Quale numero di MM ti è piaciuto di più?

Cito due racconti: "Roncisvalle" (MM nn. 94/95/96) e "Il segreto di San Nicola" (Gigante n.1). Chi ha letto le mie storie avrà compreso che sono i due racconti che ho cercato in continuazione di scopiazzare...

Ritieni possibile che possano uscire nuovi numeri di incontri tra MM e altri personaggi bonelli? Se tu dovessi scegliere tra i nuovi personaggi, quale sceglieresti? Perché?

I "team up" sono sempre molto delicati da gestire, perché è sempre forte il rischio di snaturare l'uno o l'altro dei personaggi coinvolti (se non addirittura tutti e due), e di deludere i lettori di entrambi. In teoria Martin potrebbe interagire con quasi tutti i personaggi della Casa Editrice. Parlando da lettore potrei azzardare Gea, in quanto tratta tematiche affini a Martin Mystère, e anche perché in quella serie è già presente (anche se è sempre assente) un personaggio chiamato "zio"...ma da lì a organizzare un incontro ce ne vuole!!!

Qual è il personaggio bonelli che più preferisci (escluso MM)?

Dylan Dog

Secondo la tua personale opinione, quali caratteristiche dovrebbe avere il "personaggio dei fumetti perfetto"?

Vendere milioni di copie...no, se avessi una formula per creare il personaggio perfetto l'avrei già creato (e avrei venduto appunto milioni di copie...).
Comunque, l'eroe a fumetti "ideale" dovrebbe avere la stessa caratteristica fondamentale del protagonista "ideale" di qualsiasi altro prodotto seriale, dai telefilm ai romanzi di genere: essere simpatico al lettore (o allo spettatore). Può essere un "eroe buono" oppure un "bastardo", ma deve essere accattivante; deve possedere delle qualità che facciano sì che il lettore torni ogni mese a comperare l'albo non tanto per leggere una bella storia avventurosa (o umoristica, o altro), ma perché vuole vedere cosa succede a *lui*, il personaggio. Chi compra Dylan Dog non lo fa per leggere una storia horror, lo fa per ritrovare Dylan, con i suoi "giuda ballerino", con le tremende battute di Groucho, con Bloch che ripete per la decimilionesima volta che teme per la sua pensione e che non ride più dal 1947, ecc... Per citare un prodotto seriale che è amato sia dal Buon Vecchio Zio Alfredo che dal sottoscritto, e cioè i romanzi di Nero Wolfe, io li ho sempre letti con piacere non tanto per leggere una storia gialla, ma per ritrovare i battibecchi tra Wolfe e Goodwin, le litigate tra Wolfe e l'ispettore Cramer, ecc...



Quali sono le tue personali opinioni sul futuro dei comics nel mercato italiano?

Non voglio adesso stare a parlare del declino della carta stampata e del dilagare del mezzo elettronico, che sarebbe un altro discorso con il quale riempire pagine e pagine. Temo che l'attuale tendenza di "restringimento" del mercato continuerà, ma sono convinto comunque che il fumetto (così come la carta stampata in generale) non scomparirà affatto. Almeno finché ci saranno bravi autori a tenerlo in vita e ancora più bravi editori disposti a sostenerlo.

Quale consiglio puoi dare ad un giovane che volesse intraprendere la carriera di sceneggiatore di fumetti?

Essere ben sicuro di quello che vuole fare, perchè le possibilità reali di inserirsi non sono molte, almeno in questo momento... in termini generali, comunque, consiglio sempre di non abbandonare i propri sogni e di lottare con le unghie e con i denti per farcela. E, naturalmente, di leggere molto; leggere libri. Gli sceneggiatori della mia generazione hanno avuto una formazione più "visiva" rispetto a quelli della generazione precedente, cioè hanno subito molte più influenze da parte di forme di intrattenimento per immagini (film, televisione, videogiochi); ma una base "letteraria" è sempre imprescindibile.

 



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