«Fossimo vissuti, avrei avuto una storia da raccontare sulla testardaggine, la perseveranza e sul coraggio dei miei compagni che avrebbe commosso il cuore di ogni inglese. Queste note affrettate ed i nostri corpi morti debbono raccontarla…» (Ultime note di Robert F. Scott)

La parola Antartide deriva dal greco
Antarktikós, dove
árctos, "orso", era il termine con cui si indicava il Nord (con riferimento alla stella polare dell'Orsa Minore) e
anti sta per "opposto a". I Greci, infatti, già nel VI secolo a.C. supposero l'esistenza di un grande continente meridionale dove le leggi della natura erano invertite. Intuizioni stupefacenti, se pensiamo al fatto che dall'altra parte del globo le stagioni sono invertite e che le estreme regioni meridionali furono raggiunte soltanto duemila anni dopo da James Cook.
La corsa verso sud
Il Polo Sud fu raggiunto per la prima volta dal norvegese Roald Amundsen nel 1913. Non tutti sanno, però, che Amundsen lì non ci doveva neanche andare! Il suo primo obiettivo, infatti, era il Polo Nord. La sua spedizione era pronta quando gli giunse la notizia che Robert E. Peary era arrivato alla più alta latitudine raggiungibile. Allora Amundsen maturò l'idea di raggiungere il Polo Sud, e per ovviare alle resistenze dei suoi finanziatori, che avevano appoggiato una spedizione dalla parte opposta della Terra, tenne segreto il cambio di programma confidandolo solo al fratello. L'opinione pubblica inglese, che "tifava" per il suo diretto concorrente Robert F. Scott, all'epoca già in viaggio per il Polo Sud, non lo perdonò mai per questo. Molti, infatti, pensarono che Amundsen avesse tenuto segreto il cambiamento di piani per non spingere Scott ad accelerare i tempi della sua spedizione.

Segreti a parte, indubbiamente Amundsen deve ringraziare i suoi 97 cani della Groenlandia, che non solo si dimostrarono ben più efficienti delle motoslitte usate sino a quel momento per queste imprese ma furono anche uccisi e macellati regolarmente con lo scopo di nutrire i cani superstiti (dodici in tutto alla fine).
Un particolare curioso: Amundsen e i suoi, durante il lungo inverno polare che passarono in Antartide preparandosi alla spedizione verso l'interno, costruirono nientemeno che una sauna esterna (del tipo che copre tutto il corpo lasciando scoperta la testa). Finita la sauna, la struttura doveva essere sollevata lasciando il malcapitato di turno nudo a fare una corsa sulla neve per tornare nella tenda. Sembra che i norvegesi trovassero lo sbalzo caldo-freddo salutare!
Così Amundsen nel 1913 raggiunse il Polo Sud. Ma Scott?
Scott raggiunse anche lui il Polo, con un solo mese di ritardo sul concorrente. «Questo è un luogo orrendo» scrisse Scott, «ed è spaventoso il pensiero di aver tanto penato per raggiungerlo senza nemmeno il premio di essere i primi.» Il colpo per il morale della sua spedizione fu tremendo, e lui e i suoi uomini morirono assiderati a poche miglia da uno dei campi base.
Misteri tra i ghiacci
Il Polo ha avuto un ruolo marginale fino al 1838, quando Edgar Allan Poe scrisse
The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket (La relazione di Arthur Gordon Pym da Nantucket). Il romanzo, molto affascinante, narra di un inusitato viaggio ai poli e ha avuto una profonda influenza sulle menti dell'epoca. Da quel momento in poi, il Polo divenne uno dei possibili scenari della letteratura esotica (lo stesso genere di Tarzan o di Sandokan, per fare qualche esempio): un continente misterioso, sede di eventi incredibili nell'immaginario collettivo.
Un aspetto particolare del romanzo di Poe è che lascia inspiegate molte cose e che ha un finale aperto. Questo ha generato, caso più unico che raro nella storia della letteratura, ben due seguiti di alta levatura e di stile completamente diverso. Prima l'estrapolazione scientifica di
Le Sphinx des glaces (La sfinge dei ghiacci, 1895) di Jules Verne, poi l'orrore cosmico di
At the Mountains of Madness (Le montagne della follia, 1931), scritto da H. P. Lovecraft.

È interessante che tutti e tre i romanzi siano presentati – secondo uno stilema molto in uso all'epoca – come storie vere, e da questo i fanatici delle cospirazioni hanno tratto la deduzione che ci sia quantomeno un fondo di verità e che qualcosa si nasconda al Polo Sud. Secondo certuni, anche il trattato per cui il Polo Sud è considerato "patrimonio dell'umanità" (stipulato nel 1959 dalle maggiori potenze) ed è interdetto allo sfruttamento sarebbe solo un modo per nascondere inquietanti tracce di civiltà perdute come la città preumana del romanzo di Lovecraft.

In ogni caso, questa teoria rimane materiale da romanzo, se consideriamo che ormai le spedizioni al Polo sono organizzate da enti pubblici, tra cui anche laboratori di ricerca italiani, e privati come agenzie di viaggio che propongono persino viaggi di nozze in Antartide. L'ultimo spazio che resta alla fantasia si trova sotto i ghiacci. Mi riferisco in particolare alle tracce fossili e ai microrganismi che ci danno informazioni sul remoto passato della Terra.
Marc Di Tommasi
con la collaborazione di Alessandra Livigni
Antartide in Rete:
sito del
programma italiano di ricerca in Antartide
sito del
comitato scientifico internazionale sulle ricerche in Antartide (in inglese)
sito generico ricco di
immagini
sito del centro Roald Amundsen per le ricerche artiche, un'organizzazione norvegese dedita alle
ricerche circumpolari (in inglese)
raccolta di tutti i
musei con collezioni legate ai poli, completa e con immagini molto belle (in inglese)
sterminata
bibliografia su tutte le rappresentazioni dell'Antartide nei vari media (in inglese)
sito molto completo sull'
esplorazione del Polo Sud (in inglese)
sito di
cospirazioni molto fantasioso (in inglese)
sito di
Andrea Bonazzi, autore dell'elaborazione fotografica su H.P. Lovecraft e della scultura ivi raffigurata (attualmente proprietà di Enrico Rulli).