aprile 2002
Gente strana
di Moreno Burattini
Strana gente, quella di ayaaaak. Tanto per cominciare, come diavolo può venire in mente a qualcuno di chiamare "ayaaaak" una mailing list? Che cosa accidenti vuol dire "ayaaaak"? Certo, io lo so che "ayaaaak" è il grido di battaglia di Zagor (e ci mancherebbe altro se non lo sapessi, dopo che ne leggo le avventure da trentacinque anni e ne scrivo le storie da quindici), ma là fuori, chi lo sa? Forse, a chiamarla "Giuda Ballerino", qualche interessato in più si poteva raccattare. E che si tratti di gente strana, basta vederlo dal sito. Come cavolo si fa a chiamare "ayaaaak" un sito? I siti devono avere nomi facilmente memorizzabili, per cui vu vu vu trenitalia punto com o cose di questo genere. Ma "ayaaaak"? Con quante "a" si scrive "ayaaaak"? E c'è o non c'è l'acca? Per di più, non è neppure un sito punto it o punto com, ma addirittura punto net. Vallo a trovare, se ti riesce.
Gente strana, quelli di "ayaaaak", soprattutto, per l'argomento scelto: i fumetti. Ora, si sa (o si dice) che la causa principale della crisi dei fumetti è l'avvento dei computer. Il pubblico abbandona in massa il fumetto perché gioca con le playstation e naviga nella Rete. Dunque, come può venire in mente di parlare di fumetti proprio su Internet, territorio di quelli che ai fumetti non sono più interessati?
A dire il vero, però, questa cosa dei computer non è che mi convinca fino in fondo. Qualche tempo fa, un tale a cui avevo parlato del mio lavoro (e della mia passione), mi disse, scuotendo la testa, scettico sul futuro degli eroi di carta: "Non capisco perché un ragazzo di oggi dovrebbe leggere fumetti". Io ho risposto: "Non capisco perché un ragazzo di oggi non dovrebbe leggerli". I ragazzi di oggi, insomma, hanno la fortuna di avere a disposizione un sacco di mezzi e di possibilità in più, rispetto a quelli di trenta, quaranta, cinquanta anni fa (e non parliamo di quelli ancora prima), per fruire di fiction, trovare informazioni, soddisfare la propria curiosità, fare esperienze, imparare e divertirsi. Hanno i cd, i dvd, la televisione, i computer, Internet, e continuano ad avere il cinema, i libri, il teatro e anche i fumetti.
Perché qualcuno dovrebbe privarsi di qualcosa? Perché si dovrebbero scegliere o i computer o i fumetti, o i dvd invece dei libri, o la playstation piuttosto che lo stereo? Perché non si può godere di tutto, e si dovrebbe fare a meno di qualcosa? Se fossi un ragazzo di oggi, mi incazzerei se non potessi leggere anche i fumetti, mi sentirei menomato di una possibilità che vorrei avere e a cui non vorrei mai rinunciare. Vorrei poter leggere, come sentire musica, come vedere un film, come andare a teatro. Mica sono monomaniaco.
La questione è piuttosto un'altra: essendo molte le offerte, si tratta di scegliere. So many books, so little time. Non c'è tempo per tutto. Da questo punto di vista, allora, anche la televisione è in concorrenza con Internet, e ci sono programmi televisivi in concorrenza fra loro. Il fumetto non è moribondo come linguaggio o codice comunicativo, come medium per veicolare contenuti, quanto piuttosto ha difficoltà nel proporre contenuti concorrenziali con quelli veicolati dagli altri media.
Noi che facciamo fumetti, in fondo, raccontiamo storie. Affabuliamo. Le storie sono i nostri contenuti. E le storie sono concorrenziali quando offrono emozioni in più rispetto a quelle che raccontano gli altri. Ora, secondo me, ci vuol poco a dare emozioni in più dei giochi interattivi che a me vengono a noia prestissimo (le storie più belle non possono essere interattive: c'è bisogno di un Autore che ha il dono di saperle raccontare in quel particolare modo che solo lui sa com'è). Ma per offrire emozioni in più bisogna essere com'era Tex cinquant'anni fa rispetto al resto dell'offerta di fiction destinata ai ragazzi: forte! Facciamo fumetti forti, e qualcuno, anche dei ragazzi di oggi, sceglierà ancora noi. A proposito di ragazzi di oggi: poco sopra ho scritto "se io fossi", come se non lo fossi più. Beh, ho le tempie come Mister No, ma a una mostra un lettore mi ha detto: "Io sono cresciuto leggendo Zagor!" e io ho risposto: "Io, leggendo Zagor, sono rimasto bambino". Bof. Sono proprio strano. Forse per questo sono qua fra quelli di "ayaaaak". Ma con l'acca o senza? Mah.
