aprile 2003
Episodi di vita di un disegnatore di fumetti seriale scritti da lui medesimo
di Luca Raimondo
"Che bello! Fai il DISEGNATORE DI FUMETTI?!? Ma davvero?!? Fantastico!!!"
Ecco una frase, anzi LA frase, che tutti i disegnatori, sempre, più volte, durante il corso della loro carriera, si sono sentiti dire da chi, fino a quel momento, ignorava la loro professione!
Ebbene io sono qui a scrivere, adesso, perché voglio farvi conoscere un aspetto definibile come un vero e proprio "DRAMMA" che si consuma dietro l'apparente vita fatta di divertimento e priva di ogni preoccupazione di un disegnatore di fumetti seriale!
Ogni disegnatore, ben presto, praticamente all'inizio della propria attività, viene subito a conoscenza di quelli che saranno i suoi più crudeli castighi. Per chissà quale sconosciuta legge divina o naturale che tende a compensare nel tempo piacere e dolore, questi flagelli, queste croci continue lo accompagneranno per tutta la durata della sua carriera (il che equivale a dire quasi sempre per tutta la vita! ).
In maggior parte figure fisse, creati da cliché eterni, il tapino disegnatore tenterà invano di liberarsene, invano proverà rimedi e sperimenterà tattiche: nulla! Ad ogni occasione, in ogni frangente possibile, loro, i castighi, gli saranno vicini, "allietandolo" con la loro eterna presenza e tormentandolo con le loro richieste alle quali naturalmente, lui, povero derelitto, non potrà in nessun modo sottrarsi.
Ma è bene che io sia più preciso, ed è ora che parli di alcuni di loro, i più ricorrenti, che li descriva nei dettagli, che racconti le loro torture, le loro manie, i loro capricci bizzarri.
Il primo, e più veloce castigo che un disegnatore incontra sulla sua strada già ai primordi della propria carriera artistica è sicuramente il "RI.PER.DI." (sigla che sta per "RIchiedente PERpetuo di DIsegno" ). Già dalla definizione se ne evince chiaramente la vocazione. Lo si può facilmente trovare soprattutto all'interno di tutti quei locali che di tanto in tanto ospitano fiere e mostre-mercato di fumetti. Vive lunghi periodi di letargo (quando appunto non ci sono fiere) per poi scatenare tutta la sua attività quando la stagione è propizia. Non si muove mai senza il suo equipaggiamento base, e cioè nell'ordine:
a) Un pennarello, una matita o qualsiasi strumento adatto al disegno. Questo per privare del facile alibi il disegnatore che, a una sua richiesta di disegno, gli risponderebbe: "Purtroppo non ho nulla con cui disegnare!"
b) Album da disegno, fogli sparsi e in alcuni casi, per i più "intraprendenti", carta igienica!! Ovvero tutto ciò su cui è possibile conservare inchiostro abilmente sparso a formare figure.
Alcune leggende, ancora oggi raccontate nelle notti buie e tempestose in molte redazioni di testate fumettistiche, narrano di RI.PER.DI. particolarmente voraci che si sono serviti di sangue e brandelli di pelle dei propri autori preferiti pur di raggiungere il loro scopo.
Ma il RI.PER.DI. non si limita a vivere esclusivamente nel proprio habitat. Alcuni, quelli più evoluti, nei periodi di magra, escono alla ricerca di "cibo fresco" e grazie alle nuove tecnologie (cellulari, internet, etc.) riescono a tendere veri e propri agguati alle loro prede favorite raggiungendoli così anche quando esse si trovano nei propri luoghi di lavoro. Di cosa ne faccia, il Ri.Per.Di., di tutti i disegni che durante la sua attività colleziona, è ancora oggi argomento di dibattiti e materia di ricerca scientifica.
Il secondo (ma non in ordine di pericolosità) flagello comune per tutti i disegnatori di fumetti, è "l' interessato a quella che è per lui una nuova e insolita professione, ma completamente a digiuno di essa". Molto diffuso in tutti gli ambienti, è tra i castighi più subdoli e più ricorrenti. Abile nel mimetizzarsi, riesce ad assumere varie forme e travestimenti. Ma una volta raggiunta la sua vicinanza, difficilmente la si passa liscia. Comincia a interessarsi alla professione di disegnatore di fumetti, ma lo fa nei modi più curiosi sottoponendo la sua vittima del momento a domande tipo: "Ma a secondo dei tuoi disegni, LORO poi mettono le parole?" Dove "LORO" sta per entità nella di lui mente poco definite atte a gestire il rimanente lavoro di completamento di un albo a fumetti. Oppure: "Ma disegni tutto a mano libera?!" In 30 anni di esistenza non ho mai visto nessuno disegnare in manette… E giù di lì fino ad arrivare alla domandona finale che è in realtà la prima a cui pensano e che non osano porgere subito: "Ma… si guadagna bene?!" I più discreti si scusano di questa loro domanda affermando subito che non hanno la minima intenzione di impicciarsi di fatti di cui non dovrebbero, ma in realtà tale è il loro travaglio interiore che li rode e li consuma, che finiscono poi per cadere nella più sfacciata invadenza pur di sapere se il reddito di un disegnatore è più vicino a quello di un miserabile o se rasenta quelli dei vip dello spettacolo.
Anche questa categoria ha i suoi fuoriclasse e tale era un GENIO che (storia vera!) a un disegnatore, seppur di giovane età, ma già forte di molte collaborazioni con importanti testate fumettistiche mondiali, osò tranquillamente domandare: "Ma poi cosa vuoi fare DA GRANDE?" ….Senza parole…come davanti a un capolavoro di Leonardo!!
Terza figura: il "Ricco di idee ma Povero di mezzi di realizzazione". Meno frequente (fortunatamente!) dei precedenti, ma estremamente più pericoloso! Infatti con il suo operato mina direttamente alla base della professione di disegnatore rischiando di distruggere il rapporto di lavoro che quest' ultimo ha faticosamente costruito con il suo editore grazie alla sua professionalità. Il modo è semplice ed è sempre lo stesso:
Capita, durante le varie fasi di produzione di un disegnatore di fumetti seriale, che questi sia in un momento particolarmente delicato per quanto riguarda il tempo a sua disposizione per completare il lavoro. In parole più semplici ci sono momenti in cui si è oberati di lavoro a causa di ferree scadenze. Ebbene è proprio in questi momenti che rischiate di cadere vittime di una di queste "voraci" creature! Avvolti da un'aria innocente si presentano alla vostra porta, preceduti dallo squillo di un telefono vi fanno sentire la propria voce e non è altro che l'inizio della fine…
Cominciano con lo spiegarvi la loro idea, ma essendo loro impossibilitati a realizzarla perché NON BRAVI A DISEGNARE, finiscono con il chiedere a voi il FAVORE di farlo…"E' una piccola cosa, devo fare un regalo a un amico"- dicono –" non ci vuole molto, si tratta di fare solo 254 disegni a colori…Ah, dovrebbe essere tutto pronto per…beh, diciamo una mezz'oretta!" E' il momento in cui qualsiasi onesto, mite, semplice disegnatore si può trasformare in feroce assassino! Self-control, Self-control… 2 secondi per realizzare le conseguenze di un atto contrario alla civiltà pur se, mai come in questo caso, ricco di soddisfazione, e con belle parole contornate da sorrisi di circostanza si cerca di far desistere dall'insano proposito l'attentatore. Non si contano però i disegnatori che, poco dotati di carattere, sono caduti in tale modo…
Ma, al di là di tutto, per cosa si impegna un disegnatore seriale di fumetti?
Per la propria soddisfazione di creare un prodotto di valore che venga ben apprezzato dai lettori. Perciò, sotto questa ottica, tutto si può sopportare, e lo si sopporta volentieri.
…E poi, sempre meglio che lavorare…
