Sono passati due anni da quando, spinto dalla curiosità, comprai i primi numeri di John Doe, una serie che si presentava, e si è mantenuta, fresca ed originale, ottenendo un buon successo di pubblico e 'critiche' molto favorevoli.
La mailing list di Ayaaaak raccoglie tantissimi messaggi di elogio per questa testata che riguardano particolarmente due aspetti: in primo luogo, come ho già detto, l'originalità e il gusto nuovo e fresco che JD lascia a tutti i lettori appassionati di Bonelli e bonellidi, poi lo splendido lavoro di Massimo Carnevale alle copertine.
Allora che ci faccio io qui a cercare di dire cosa non mi piace di una serie che elogio anch'io per gli stessi motivi di chi scrive, su queste stesse pagine "
Always on the Run" (Alessandro Vicenzi)?
Perchè a me JD non piace, e questo mi dispiace :-) A me non piace questa serie perché il protagonista, mi è cordialmente antipatico e soprattutto perché, se anche può essere intrigante non sapere cosa aspettarsi da ogni nuovo numero, vorrei almeno capire le ragioni per cui non posso aspettarmelo.
In questi due anni ho visto JD essere un bastardo indifferente che nel giro di due pagine rischia la vita per salvare un'estranea. Lo fa perché JD è incoerente. Se anche me ne fossi dimenticato, basterebbe sfogliare un qualunque numero per rinfrescare la memoria a riguardo: i due autori non lesinano infatti momenti in cui "girano la telecamera" e parlano al pubblico, gli spiegano che JD è incoerente, che forse è un pazzo visionario, che sta cambiando e sono proprio queste strizzatine d'occhio a rendermi indigesto questo fumetto. Leggendo JD ho la netta sensazione che questo suo continuo cambiare non sia dovuto alla sua incoerenza, ma, piuttosto, che dipenda dal desiderio degli autori di raccontare sempre e comunque tutto ciò che viene loro in mente rendendo così il personaggio senza una personalità nettamente caratterizzata.
Mi sembra che JD sia rappresentato come un burattino di cartone bastardo/ dalcuored'oro/ indifferente/ innamorato/ senzascrupoli/ interessatoagliamici/ sfruttatoreditutti/ amicoditutti, così da adattarlo a tutte le avventure che lo hanno visto protagonista : se non fosse stato bastardo Morte non lo avrebbe scelto, se non fosse un amicone non avrebbe celebrato il funerale del piccolo Dio e neppure avrebbe fatto resuscitare Leonida, senza innamoramento non sarebbe dovuto correre a salvare la sua ex fidanzata, se non fosse stato indifferente avrebbe denunciato tutto alle alte sfere chiudendo il conto alla seconda storia, senza essere uno sfruttatore non avrebbe ottenuto i favori indispensabili a scoprire il fascicolo Omega. In sintesi, il personaggio John Doe è costretto ad adattarsi a tutte le storie e a tutte le avventure possibili e da questa scelta degli autori deriva la mancanza di coerenza.
Cosa resta quindi di due anni di JD? 24 storie, alcune buone, altre meno; un personaggio ancora non definitivamente caratterizzato e una assoluta certezza: un grande "copertinartista".
E i disegni? Sono altalenanti all'interno della serie e del singolo numero, i disegnatori tralasciano spesso gli sfondi e i dettagli dei volti ( pare che all'Eura paghino poco e si abbia fretta di chiudere), il risultato medio non è soddisfacente, anche se ci sono alcune perle, su tutte "Morte in Diretta" di uno strepitoso Rosenzweig, che valgono l'esperimento degli esordienti, piu'o meno assoluti, chiamati a dare un volto, spesso diverso, a JD.
Per finire con una battuta, JD lascia in bocca un fresco sapore di nulla.