sei in : home > Quattro parole: Il mio ultimo viaggio

Quattro parole

ottobre 2003

Il mio ultimo viaggio

di Antonella Platano

No... non è il resoconto degli effetti dell'ultima mirabolante canna che mi sono fatta mentre disegnavo (…benché a conti fatti sfogliando il mio gigante di Nathan possa in alcuni punti sembrare che abbia fatto uso di sostanze non propriamente "lecite"…)…no…questo è un po' il dietro le quinte o se volete ( visto che adoro i thriller ) l'autopsia del mio lavoro sull'ottavo albo gigante dedicato a Nemo e a sua figlia Artisia…Dunque passatemi quel bisturi…sì quello bello affilato…una bella incisione a Y…e si parteeee…

Allora , come un qualsiasi altro viaggio iniziatico la via è stata lunga,dura e piena di insidie, almeno all'inizio… per entrare nel mondo di Nathan ho sudato più camice di un bancario affetto da iperidrosi…centrare prima di tutto lo stile giusto era essenziale perché Nathan si muove in una fantascienza meno scanzonata di Legs Weaver e Gregory Hunter, decisamente più cupa e degradata, ma anche più adulta, mentre il mio problema era ed è ancora quello di scadere spesso in bamboleggiamenti dei personaggi e in molti infantilismi sia nello stile che nella resa delle atmosfere, dei passaggi luci-ombre…senza parlare di anatomie sbilenche e astronavi giocattolose e pistole gommose…

E qui veniamo ad un altro punto critico, per me…la maledetta tecnologia! Sapeste quante astronavi, mezzi, tute e armamentari vari ho dovuto consultare e copiare prima di maturare un certo realismo nel creare poi col disegno le MIE astronavi, mezzi, tute, armamentari…

Ma tutto questo è avvenuto poco a poco…come ogni illuminazione che si rispetti non è qualcosa che ti si scatena dentro all'improvviso…ma qualcosa che filtra lentamente e si espande…e si nutre di ogni cosa che vedi e che senti…di ogni cosa che ti accade dentro e fuori…e alimenta il tuo lavoro e la tua fantasia…

La fantasia…già…che meraviglia…è forse la vera grande potenza su cui possiamo sempre contare, nel lavoro…e questo gigante mi ha permesso di lasciarla andare lontano…per me creare nuovi mondi…nuovi esseri o mostri…nuove realtà…è magico !!

E per questo devo senz'altro ringraziare il mio sceneggiatore, Vietti, che ha capito questa mia peculiarità e ha saputo agevolarla e sfruttarla al meglio…mi ha consigliato molto,soprattutto all'inizio, su cosa guardare e come…per chi sa cercare ci sono scene e suggestioni tratte da "Final Fantasy", "Lost in Space" ,"Pitch Black" e ovviamente i capitoli della saga di "Alien"…più molte altre tratte dal mio universo personale…perché in questo gigante più che in qualsiasi altra storia mai disegnata ci ho messo cuore e anima…forse perché era una storia proprio adatta a me…forse perché nel corso della sua realizzazione alcune mie vicende personali e intime hanno risvegliato emozioni così forti e tristi da dover essere in qualche modo "liberate", "usate" in qualche maniera che non fosse inutile e vile come il dolore fine a se stesso…e così ho scaricato le mie pene, aimè,tapina, ( mi sembro un po' Zio Paperone…ma vabbè) sulle povere tavole di Nemo e compagni…e mi auguro che questo sia servito almeno ad aggiungere sugo ai disegni ( altrimenti se non altro è servito a ME come sfogo per cosi' dire, personale)

Ma bando ai sentimentalismi e torniamo a bomba sull'autopsia...avete notato i retini fatti al pc ? Piaciuti ? LO SPERO BENE !!

Mi ci sono fatta un mazzo tanto…pero' mi sono anche parecchio divertita…tutti quei begli effettini…le stelline…i negativi…gli aloni di luce…le galassie roteanti…le sfumature…aaaah…ho cercato di usare la retinatura come ciò che mi manca di più nelle storie realizzate finora :il COLORE…avrei voluto che guardando una vignetta si potesse quasi INTUIRE che un colonnato era color terra o un viso di candida madreperla…

Però al Legs che sto facendo adesso ho detto stop-retini…sono tornata al bianco-nero standard…principalmente perché devo finire la storia in tempi record e applicare i retini si mangia una gran quantità di ore…eeeeh…sono una lumacona, lo so…pero' mi piace essere puntigliosa e le mie tavole devono essere se non proprio "sature" per lo meno "pienotte" per soddisfarmi…e alla fine di ben 2 anni di lavoro sul gigante posso comunque dirmi soddisfatta se non del disegno per lo meno dell'impegno che ci ho messo…e comunque devo anche ringraziare Maurizio Gradin per aver ripassato (veramente molto bene ) un buon numero di tavole al posto mio…visto che per aver realizzato altre storie in concomitanza al gigante (una ministoria di Gregory Hunter e una di Jonathan Steele ) e per il cambiamento di numero di tavole totale da realizzare (da 236 iniziali si è deciso di portarle a 250…14 tavole sono un mese in più di lavoro!) mi sono ritrovata in ritardo sulla tabella di marcia…ma tutto è finito nel migliore dei modi e questo è finora il lavoro a cui sono più affezionata…quindi siate cauti con le critiche…si sa…ogni scarafone…

Per concludere la seduta autoptica…ci sono domande, consigli,suggerimenti ?


Ehm…ci siete ancora ?

Ehm…chi pulisce tutto 'sto sangue…?

Antonella Platano



Note

La fantasia…già…che meraviglia…è forse la vera grande potenza su cui possiamo sempre contare, nel lavoro…e questo gigante mi ha permesso di lasciarla andare lontano…per me creare nuovi mondi…nuovi esseri o mostri…nuove realtà…è magico !!

Leggibilità

Dimensione carattere

Versione Stampabile

Questa pagina, se stampata, si formatta nel formato A4 più comodo da leggere.

Cerca in Ayaaaak

 

Scrivici

Per informazioni, commenti, critiche o complimenti scrivici!